Gli avvocati dello Studio Associati Maior: “Giustizia negata ai familiari di una vittima dell’epatite C”
“Gli Avvocati Michele Francesco Sorrentino, Pierlorenzo Catalano e Filippo Castaldo dello Studio Associato Maior, con il supporto del medico legale Dott. Marcello Lorello, denunciano con forza l’ennesima ingiustizia subita dalle vittime dello scandalo del sangue infetto. Una donna napoletana, trasferitasi a Firenze, tra il 1978 e il 1980 fu sottoposta alla somministrazione del farmaco Partobulin in occasione di un parto e di due interruzioni di gravidanza. All’epoca, il plasma utilizzato per la produzione di emoderivati non era sottoposto a controlli adeguati, esponendo migliaia di persone al rischio di infezioni mortali. A causa di questa gravissima negligenza dello Stato, la donna ha contratto l’epatite C, una malattia che l’ha consumata per anni, fino alla sua morte nel 2018. La responsabilità del Ministero della Salute è stata ampiamente riconosciuta da molteplici sentenze. Nonostante ciò, il Tribunale di Firenze ha respinto la nostra richiesta di risarcimento per la vittima e la sua famiglia, rifugiandosi dietro un cavillo giuridico. Questa decisione rappresenta un affronto non solo per i familiari della donna, ma per tutte le vittime di questa tragedia nazionale. Non accettiamo questa ingiustizia. Abbiamo già presentato appello presso la Corte d’Appello di Firenze e continueremo a combattere fino a ottenere il giusto riconoscimento per le sofferenze patite. Lo Stato non può voltarsi dall’altra parte, né la giustizia può ignorare il dolore di chi ha perso una persona cara a causa di una colpa già accertata” -concludono-.